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L'OPERA D'ARTE NELL'EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITA TECNICA E AL TEMPO DEL...

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Progetto non convenzionale messo in campo durante questa emergenza. Ogni giorno viene inviata l'opera inedita di un artista alla nostra mailing list composta da circa 900 indirizzi nazionali e internazionali selezionati tra amici, privati, istituzioni, biblioteche e gallerie, collezionisti e critici; lista che cresce ogni giorno per le nuove richieste di inserimento. Questo implica per chi la riceve un'apertura quotidiana verso l'universo di esperienze, ricerca, elaborazioni estetiche e concettuali sviluppate dall'artista in questione.
Il file corrispondente all'opera d'arte è in formato A4 in alta definizione (300 dpi). Ed è proprio l'invio mail ad assicurare una definizione maggiore di quella scaricabile da internet. Va sottolineato che non si tratta di riproduzioni di opere d'arte, ma di lavori digitali - fotografia, creazione di immagini digitali, opere video sonore - realizzati appositamente in questo formato attraverso una tecnica e un formato adatti alla stampante di casa e alla sua diffusione tramite web. L'operazione è supportata da Facebook e da Instagram alle pagine Cernigliaro Cult e Paola Zorzi.
Così come i quotidiani che in questi giorni sono liberamente accessibili su internet, crediamo che anche l'arte possa fare la sua parte. In questo periodo di chiusura totale di tutti gli spazi artistici e dello spettacolo Carlotta Cernigliaro, Paola Zorzi e il gruppo di artisti più legati, oltre a comunicare e proporre arte sui social mettono in campo questa operazione. Il progetto, pensato dapprima per un periodo di quarantena di 15 giorni è stato poi esteso a 50 giorni e più a causa del protrarsi dell'isolamento e in considerazione delle innumerevoli adesioni di artisti che man mano ci giungono.

L’OPERAZIONE ARTISTICA

La prima parte del titolo di questa iniziativa è un chiaro riferimento all'omonimo saggio di Walter Benjamin "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica". Un testo premonitore che alla luce delle grandi trasformazioni impresse dalla tecnologia nel secolo scorso s’interrogava su come anche il nostro rapporto con le opere d'arte sarebbe cambiato. In effetti la tecnologia di cui ormai tutti facciamo uso quotidianamente mette in discussione molte delle categorie di giudizio e valore impiegate in passato. Si tratta dunque di una riflessione rispetto ad un argomento che nel bene e nel male non può essere ignorato. È il caso del valore attribuito all'unicità di un'opera d'arte oppure al feticismo delle merci, allo status symbol che in particolari contesti speculativi non esclude ma anzi ammanta l'arte di un'aura a dir poco discutibile.
Tutta l'arte dal Novecento in poi si è confrontata e scontrata con queste contraddizioni imprimendo all'arte un nuovo corso, differenti canoni estetici, nuovi modi di fruizione e comunicazione. Basti pensare alle tante immagini e alla musica di cui oggi è possibile fruire gratuitamente tramite i media e attraverso l'Web.

Con questo non si vuole mettere in discussione il fondamento dell'opera d'arte in sé, le sue ragioni più profonde, né tanto meno escludere che il principio di unicità possa continuare a sussistere quando ci troviamo di fronte ad una performance, ad un'esecuzione, un'improvvisazione o ad un'opera (musicale o visiva che sia) che in quanto concreta (materiali etc..) o legata ad un dato contesto e circostanza la rendono unica.

L'approccio tecnologico semplicemente ci costringe ad un riadeguamento rispetto alle precedenti categorie di riferimento sia materiali (economiche comprese) che immateriali (del pensiero). In tal senso non poteva esserci momento più adatto per mettere in campo le potenzialità positive della tecnologia e, in una condizione di distanziamento sociale, trovare nuove forme di comunicazione. Nello specifico abbiamo inviato gratuitamente ai nostri contatti opere che in quanto digitali non sono la riproduzione o la fotografia di un'altra opera ma un'opera digitale originale nonostante copia/stampa riproducibile.

L'idea era côté artistique sia di ridurre l'isolamento in cui ci troviamo sia di sottolineare una potenzialità comunicativa coniugata ad un principio di economia e democrazia. Paola Zorzi

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