Antropologia della salute: nuovi approcci e prospettive

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Antropologia della salute: nuovi approcci e prospettive

Il convegno Antropologia della salute: nuovi approcci e prospettive metterà a confronto specialisti di diversi versanti disciplinari.

Quando e dove

Data e ora

Località

Sapienza Università di Roma 5 Piazzale Aldo Moro 00185 Roma Italy

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Come arrivare

Informazioni sull'evento

  • 1 giorno 23 ore
  • eTicket mobile

Nuove prospettive in Antropologia ed Evoluzione: 2022

Antropologia della salute: nuovi approcci e prospettive1-3 Dicembre 2022, Università La Sapienza, Aula Marini Bettolo, Dip.to di Biologia Ambientale, sede di Botanica

In collaborazione con il Dip.to di Biologia Ambientale dell'Università "La Sapienza", Roma

https://www.isita-antropologia.it/annual-meeting-2021

Il convegno Antropologia della salute: nuovi approcci e prospettive metterà a confronto specialisti di diversi versanti disciplinari, coerentemente con la mission dell’Istituto Italiano di Antropologia di favorire e portare a sintesi il dibattito interdisciplinare sulla diversità umana.

L’antropologia della salute ha l’obiettivo di riflettere sul nesso tra i concetti di salute, ambiente e cura, prendendo in considerazione al tempo stesso le dimensioni medico-biologiche e le numerose implicazioni culturali che agiscono prima e durante la malattia con uno sguardo attento alle diversità culturali. L’uso di una “prospettiva antropologica” consente di mettere in evidenza il ruolo causa dei determinanti non biologici della malattia, nella loro grande variabilità.

Un’attenzione particolare negli anni recenti è stata rivolta alla pratica etnografica, alla continua integrazione tra dimensione biologica e dimensione sociale – condizioni storico-culturali, politico-economiche, sanitarie – nelle particolarità specifiche che corpo, salute e malattia assumono in contesti storicamente determinati.

L'attenzione all'equità sanitaria, all'uguaglianza di genere e al diritto al più alto standard di salute raggiungibile risulta essere fondamentale per l'attuazione di programmi sanitari tra generi, gruppi di età, etnie, disabilità e altre differenze al fine di colmare le lacune di copertura, promuovere la salute e rafforzare il benessere e la resilienza delle donne, uomini, ragazzi e ragazze di diverse comunità.

Il miglioramento della salute per tutti è una priorità assoluta per il dibattito pubblico e l'equità sanitaria è un valore fondamentale negli obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo comporta un profondo ripensamento delle istituzioni e delle politiche sanitarie, in modo da confrontarsi con le diseguaglianze di salute, le disparità tra i membri di una comunità, che si traduce in diverse condizioni di vita, come ricchezza, potere, accesso all'alimentazione, istruzione e assistenza sanitaria. Le disuguaglianze messe in evidenza dalla ricerca antropologica fisica e culturale si legano alle condizioni strutturali di gruppi o categorie sociali nel quadro complessivo dei rapporti di potere, economico-sociali e di accessibilità alle risorse disponibili in ogni determinata popolazione umana.

La percezione delle disuguaglianze presenti all’interno di una società è essa stessa differenziata secondo la posizione relativa di ogni categoria o classe di individui (genere, classe di età, condizione e mestiere, livello di rango e detenzione della ricchezza sociale, ecc.). I meccanismi e i processi attraverso i quali alcune categorie o classi di persone conseguono il controllo politico sulle altre e quindi il controllo delle risorse sociali sono oggetto di studio delle scienze storiche e antropologiche attraverso una pluralità di metodi.

Le discipline archeologiche e soprattutto bio-archeologiche sono indubbiamente in grado di offrire un contributo fondamentale allo studio storico dei processi di formazione e perpetuazione delle disuguaglianze. La possibilità di identificare e classificare significative caratteristiche biologiche e archeologiche tali da poter offrire indizi sulla loro posizione degli individui in una gerarchia sociale rappresenta uno strumento chiave nello studio storico delle forme di disuguaglianza e dipendenza. In definitiva, lo studio bio-archeologico offre l'opportunità di indagare la disuguaglianza e di raccontarla dal punto di vista del singolo individuo, come delle collettività.

Il convegno è realizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali - MIC