AL CENTRO DI ROMA: Una grazia moderna e sensitiva, AM. A. Massari

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AL CENTRO DI ROMA: Una grazia moderna e sensitiva, AM. A. Massari

AL CENTRO DI ROMA. STORIA, ARTE, ARCHITETTURA E MUSICA Una grazia moderna e sensitiva: il Ballo di Ninfe di Donato Creti AM. A. Massari

Quando e dove

Data e ora

Località

Palazzo Venezia via del Plebiscito 118 00186 Roma Italy

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Informazioni sull'evento

  • 1 ora 30 minuti
  • eTicket mobile

STORIA, ARTE, ARCHITETTURA, STORIA E MUSICA AL VIVE

Rassegna a cura di Edith Gabrielli

Ciclo Messi in luce. Dipinti e sculture di Palazzo Venezia a cura di Silvia Ginzburg, Università di RomaTre

CONFERENZA

Anna Maria Ambrosini Massari

Professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna, Università di Urbino - Carlo Bo

presenta

Una grazia moderna e sensitiva: il Ballo di Ninfe di Donato Creti, il ‘Watteau bolognese’

Donato Creti, attivo nella prima metà del Settecento, proiettato per le sue qualità, dal contesto della tradizione pittorica bolognese di appartenenza, sulla ribalta del nuovo gusto internazionale, venne paragonato dallo studioso Roberto Longhi al francese Antoine Watteau, supremo rappresentante del gusto cosiddetto rococò. Creti, che ancora per Longhi fu "primo pittore di Bologna ai suoi tempi nel genere s'intende idillico e delicatamente immaginoso", deve la sua più intima e peculiare caratterizzazione ad opere come questa conservata a Palazzo Venezia, realizzata nel 1724 per il cardinale Tommaso Ruffo e talmente apprezzata da valergli l’onorificenza di Cavaliere dello Speron d’Oro.

Anna Maria Ambrosini Massari è professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Urbino, Carlo Bo; direttrice del Centro di ricerca dell’Università di Urbino, InArtS (International Art Sources: Digital Humanities for Urbino Renaissance); membro dei collegi di Dottorato in Studi comparati dell’Università di Roma, Tor Vergata e in Storia dell’Arte di Siena; di diversi comitati scientifici (Palazzo Ducale, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino; Fondazione Federico Zeri, Università di Bologna; dal 2017 al 2019 di quello per la riqualificazione delle aree colpite dal sisma (MIBAC e Regione Marche); socia dell’Accademia Raffaello di Urbino e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro; membro del Comitato Arte-Cultura di Confindustria Pesaro-Urbino. Le sue ricerche si sono sviluppate a partire da temi legati al territorio, in particolare tra Marche e Bologna, tra Cinque e Seicento: da Raffaello a Federico Barocci, a Simone Cantarini, e su pittura, grafica, storiografia e collezionismo. Le si devono numerose pubblicazioni e la curatela di diverse mostre (su Simone Cantarini, 2012; sull’arte nelle Marche nel secondo Cinquecento, 2017; su Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche, 2019; su Giuseppe Diamantini, 2021).

MESSI IN LUCE. DIPINTI E SCULTURE DI PALAZZO VENEZIA

a cura di Silvia Ginzburg, Università di RomaTre

Il VIVE propone una serie di incontri con storici dell’arte di punta attorno a dipinti e sculture di Palazzo Venezia. Volta a volta un’opera scelta per essere presentata al pubblico viene sottoposta a un’indagine serrata che ne illumina l’iconografia, lo stile, la provenienza, la tecnica, la storia della commissione, ricostruendone il contesto e il significato originari e ripercorrendone le vicende prima della sua entrata nel museo, fino alle ragioni della sua presenza lì. Accanto ad opere celebri di cui verranno svelati aspetti poco noti, come il Doppio ritratto di Giorgione, ne figureranno altre meritevoli di essere rivalutate, destinate alla devozione domestica come il tabernacolo di Michele da Firenze e a un pubblico non aristocratico, come la statua di legno dipinto di Pietro Alamanno; si spazierà poi da una piccola testina di illustre provenienza attribuita a Nicola Pisano ai finissimi marmi rinascimentali di Mino da Fiesole, alla maniera bizzarra del pittore cinquecentesco Lelio Orsi, ai modelli dello scultore Francesco Algardi, al dipinto di Donato Creti, definito da Roberto Longhi il “Watteau bolognese”.

Attraverso il racconto avvincente delle ricerche compiute sull’opera messa in luce, ne viene svelata la storia: come, quando, per chi, con quale funzione è stata creata; che rapporto aveva con il suo contesto; attraverso quali vicende è arrivata fino a noi; come è stata vista attraverso i secoli e come la vediamo oggi, e perché.

Per scoprire tutti gli appuntamenti della rassegna:

vive.beniculturali.it