AL CENTRO DI ROMA: Energie visive  con Paolo Portoghesi

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AL CENTRO DI ROMA: Energie visive con Paolo Portoghesi

AL CENTRO DI ROMA. STORIA, ARTE, ARCHITETTURA E MUSICA Energie visive tra corpi e spazi museali con Paolo Portoghesi

Quando e dove

Data e ora

Località

Palazzo Venezia via del Plebiscito 118 00186 Roma Italy

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Informazioni sull'evento

STORIA, ARTE, ARCHITETTURA, STORIA E MUSICA AL VIVE

Rassegna a cura di Edith Gabrielli

Ciclo Energie visive tra corpi e spazi museali, a cura di Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura, Sapienza, Università di Roma

CONFERENZA

Paolo Portoghesi, Architetto e professore emerito, Università La Sapienza

presenta

Energie visive tra corpi e spazi museali

Che i Musei ed in genere le attività culturali connesse con le arti siano un elemento importante della civiltà moderna è un dato di fatto. Cosa in effetti trasmettano alla società è un argomento che merita una indagine approfondita. Lo spazio museale è uno spazio di incontro; incontro tra persone reali, ma anche incontro delle persone con i prodotti artistici di epoche e civiltà differenti. Oltre ai mezzi di indagine tradizionali su questo rapporto creato dalle istituzioni tra i cittadini e il patrimonio dei diversi luoghi della terra oggi è possibile utilizzare anche le conquiste dei neurologi della visione, che non solo arricchiscono la conoscenza ma possono indicare nuove strade di carattere progettuale. Argomento della lezione sarà l’analisi dei diversi mezzi di indagine e dei suggerimenti che questi mezzi possono dare a chi organizza le attività museali non accettando passivamente la tradizione ma cercando di rendere le istituzioni uno strumento formativo per una cultura democratica basata sull’incontro e lo scambio dell’esperienza e la libertà di interpretazione dei prodotti della cultura. Il problema della energia visiva che raggiunge il nostro occhio e influenza i nostri comportamenti e i nostri pensieri verrà considerato dal punto di vista di un architetto che ha utilizzato la nozione di luogo e di spazio come fattori essenziali per la teoria del progetto.

Paolo Portoghesi (Roma 1931) è il battagliero sostenitore di una architettura “radicata” che interpreti la tradizione non come un trasferimento di abitudini acquisite, ma come stimolo alla innovazione nella continuità, e ha scelto come insegna l’affermazione di Gustav Mahler: “la tradizione è conservare il fuoco, non adorare le ceneri”. La sua opera più nota è la Moschea di Roma. Le opere principali sono: il teatro Politeama a Catanzaro, le chiese di Santa Maria della Pace a Terni, dei Santi Cornelio e Cipriano a Calcata e San Francesco a Castellaneta, il Quartiere Latino di Treviso, il Quartiere Rinascimento a Roma, la Moschea di Strasburgo, il Parco Urbano di Abano, il Cimitero di Cesena, i laboratori della “Città della Speranza” a Padova. Il progetto più recente è la con-cattedrale di Lamezia Terme, consacrata nel 2019.

È professore emerito nell’Università della Sapienza, dove ha insegnato Geoarchitettura fino al 2021, ha ricevuto due lauree honoris causa. È stato presidente dell’Accademia di San Luca, è Accademico dei Lincei e socio di numerose accademie internazionali. Ha tenuto conferenze nelle maggiori università europee e americane e in quasi tutto il mondo.

I suoi libri più importanti sono: Roma Barocca, Francesco Borromini, Dopo l’architettura moderna, Architettura e Natura, La mano di Palladio, Il sorriso di tenerezza. Letture sulla custodia del Creato, Poesia della Curva. Direttore di storiche riviste di architettura come “Controspazio” e “Eupalino”, oggi dirige “Abitare la Terra”.

ENERGIE VISIVE TRA CORPI E SPAZI MUSEALI

a cura di Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura, Sapienza, Università di Roma

È un titolo che esprime un gioco di rispecchiamenti. I corpi sono le molteplici architetture dei tanti luoghi ma sono anche i corpi che le abitano e le usano con le loro soggettività nomadi e transitorie. Nonostante lo sforzo di assegnare un ordine tematico, l’argomento sfugge a definizioni e imbrigliamenti e, seppur all’interno di un processo di mutazione che interessa tanto le spazialità quanto i modi di vivere, le molte identità dell’individuo contemporaneo emergono da un molteplice complesso che contamina arte, architettura e tecnologia, che trapassa tutte le scale del progetto, l’ordinario e lo straordinario, la misura e la dismisura, la regola e la sua trasgressione. Tra le meraviglie e gli incubi della contemporaneità, acuiti dalla pandemia e dalla guerra, mantenere attivo il senso dell’esperienza concreta significa poter affrontare meglio i rischi della realtà. Il punto della proposta è proprio questo: lo scambio del limite tra realtà rischiosa e conforto dell’immaginazione può rappresentare il dato su cui riformulare una seria riflessione sull’architettura museale. Architettura che agisce con il corpo in un rapporto co-evolutivo dove le due energie si specchiano, si fondono e suggeriscono che forse possono esistere territori senza nome pronti a divenire nuovi luoghi dove la vita non è solo natura ma anche cultura, dove i corpi e le anime sono finalmente mescolati, irreversibilmente confusi. Corpi architettonici, ambientali, virtuali, sensibili, saranno presentati dagli autori\ architetti attraverso le loro antologie di temi e figure che costituiranno il sottofondo narrativo e iconografico dell’intera rassegna di incontri.

Per scoprire tutti gli appuntamenti della rassegna:

vive.beniculturali.it